Lettera della Societa iItaliana del Dottorato di Ricerca sostegno studentesse, studenti, ricercatori e docenti ucraini.

Al Presidente del Consiglio dei Ministro

Prof. Mario Draghi

Al Ministro dell’Università e della Ricerca

Prof.ssa Maria Cristina Messa

Al Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche

Prof.ssa Maria Chiara Carrozza

Al Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane

Prof. Ferruccio Resta

Sedi

Presidente, Ministri, Chiarissimi Professori,

La Società Italiana del Dottorato di Ricerca è tra le realtà maggiormente rappresentative a livello nazionale nella promozione del titolo di dottore di ricerca, quale più alto livello di istruzione e di formazione previsto dal nostro ordinamento giuridico, nazionale ed europeo.

L’intento di SIDRI è dunque quello di stimolare l’introduzione di specifiche disposizioni normative e regolamentari atte ad imprimere un’efficacia giuridica vincolante al titolo di Dottore di ricerca.

Nel quadro delle misure volte a supportare l’Ucraina nel corso dell’attuale conflitto internazionale, la SIDRI ritiene fondamentale che lo Stato italiano fornisca sostegno ed ospitalità ai dottorandi di ricerca ed ai ricercatori ucraini che hanno brutalmente interrotto la propria attività di ricerca.

            La SIDRI, infatti, ha apprezzato sin da subito l’iniziativa promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca che sta monitorando costantemente l’evoluzione della situazione in Ucraina in raccordo, in particolare, con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con quello della Difesa, per assicurare ogni possibile assistenza e promuovere concrete azioni che possano portare rapidamente all’accoglienza di studentesse, studenti, ricercatori e docenti ucraini istituendo un apposito fondo di € 500 mila euro per finanziare misure di sostegno per studenti, ricercatori e docenti ucraini affinché possano svolgere le proprie attività presso università, istituzioni per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica ed enti di ricerca italiani.

            Tuttavia, a nostro parere, si rende necessario attivare sin da subito il processo con il quale i nostri colleghi ucraini possano effettuare un’application in base alle disponibilità scientifiche dei vari atenei; si potrebbero attivare specifici task ad esempio sul sito Istanze on line del MUR o in quella più recentemente creata di InPa del Ministero della Pubblica Amministrazione.

Pertanto, al fine di risultare effettivamente solidali ad un popolo che sta subendo un attacco senza precedenti nella storia dell’Europa, dalla seconda guerra mondiale ad oggi, l’Italia deve dare prova di essere un grande Paese, delineando sin da subito un percorso chiaro e semplice per evitare inutili lungaggini burocratiche, perdendo l’occasione di aiutare i colleghi ucraini.

Restando a disposizione per ulteriori contributi specifici, si rimane in attesa di una audizione con una nostra delegazione presso le istituzioni indirizzo.